La variabile Covid e la lezione di Nesta

La variabile Covid e la lezione di Nesta

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UNA VARIABILE DA SCHIVARE – Temuta e sperimentata da più di un club, la variabile Covid piomba funesta sul campionato ostinata a fare danni più di quanti ne abbia provocati finora in una stagione, purtroppo, ancora lontana dal bilancio finale con questo terribile intruso. E così sono diventati ben 7 i rinvii in questo torneo: Monza-Vicenza alla 3ª giornata (1-1 nel recupero), Cremonese-Brescia (2-2), Entella-Venezia (0-2) e Reggiana-Cittadella (si gioca il 9 gennaio) alla 5ª, Pisa-Ascoli (2-1) alla 7ª, Vicenza-Chievo all’8ª e Chievo-Cittadella di oggi (recuperi da fissare). In più c’è Salernitana-Reggiana non giocata alla 6ª e decisa dal Giudice Sportivo: 3-0. Ci si è aggrappati all’unico jolly possibile previsto dalle regole interne che la Lega s’è data, una via di fuga per scongiurare il peggio.

LA RISILIENZA DI NESTA – Intanto fa rumore la resilienza di Nesta che non è solo una speculazione ragionata: il Frosinone senza 12 calciatori, 3 portieri in panchina e Ardemagni e Dionisi fuori rosa, non si rassegna e prova a giocarsela con il Pordenone di Tesser che arriva allo “Stirpe” memore della finale playoff persa in casa con i ciociari. Certo, infierire non è il verbo che si accompagna con l’umanità e la lealtà di Tesser, ma a fare i conti con l’emergenza sanitaria potrebbero essere in tanti non solo il Frosinone. E allora niente calcoli aspettando che quest’anno orribile diventi un ricordo e la gioia del calcio spazzi via la pandemia, variabile invadente e indipendente capace di sovvertire i valori del campo. Decretando fortune e fallimenti.





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