La Camera americana vuole accusare Trump di “incitazione all’insurrezione”

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È iniziato il secondo processo di impeachment ai danni del presidente uscente, che orbita attorno ai fatti di Capitol Hill. La Camera probabilmente andrà al voto sulla risoluzione già mercoledì

TRUMP
(foto: Getty Images)

Dopo l’ultimatum di Nancy Pelosi al vicepresidente Mike Pence, i deputati democratici alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti hanno formalmente presentato la risoluzione per l’impeachment del presidente Donald Trump. L’accusa verso Trump è di incitazione alla rivolta in riferimento all’attacco nei confronti del Campidoglio Usa da parte di una folla di sostenitori di Trump, durante la certificazione della vittoria elettorale di Joe Biden.

Il presidente Trump ha gravemente messo in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti e delle sue istituzioni di governo. Ha minacciato l’integrità del sistema democratico, ha interferito con la transizione pacifica del potere e ha messo in pericolo un ramo coeguale del governo. In tal modo ha tradito la fiducia in lui riposta come presidente, con evidente danno del popolo degli Stati Uniti”, si legge nella bozza di risoluzione dei democratici, ottenuta da Associated Press e riportata dal Guardian.

Pertanto, Donald John Trump, con tale condotta ha dimostrato che rimarrà una minaccia per la sicurezza nazionale, la democrazia e la Costituzione se gli sarà permesso di rimanere in carica, e ha agito in modo grossolanamente incompatibile con l’autogoverno e lo stato di diritto”.

Se la Camera voterà a favore dell’impeachment questo mercoledì, Trump diventerà il primo presidente degli Stati Uniti a essere sottoposto due volte a questa procedura. David Cicilline, uno dei membri democratici del Congresso che ha contribuito a redigere l’articolo di accusa, ha dichiarato alla Cnn che è fiducioso che l’articolo attirerà il sostegno della maggioranza dei deputati.

Più imprevedibile è se la risoluzione verrà poi approvata anche dai due terzi del Senato, controllato dai repubblicani di Trump.

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