Covid e DAD: il disagio psicologico degli studenti

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La pandemia, ormai è chiaro, procura anche disagio psicologico: tra lockdown, distanziamento e mancanza di contatto fisico con amici e parenti, il peso delle restrizioni messe in atto per cercare di sconfiggere la covid si fanno sentire. Particolarmente colpiti in questo senso sono i giovani, che spesso cercano di sconfiggere la noia e la mancanza di relazioni sociali rifugiandosi dietro a uno schermo (della tv, del telefonino, del computer).

Una ricerca pubblicata su PLOS ONE condotta su un gruppo di studenti universitari statunitensi, ha individuato i fattori che aumentano il rischio di soffrire di ricadute psicologiche a causa della covid: fra queste, un ruolo chiave lo hanno le ore passate davanti allo schermo.

Lo studio ha coinvolto oltre 2.100 studenti di sette università pubbliche statunitensi che, durante la primavera del 2020, hanno frequenato i corsi da casa. Nei questionari a cui hanno risposto, i ragazzi e le ragazze hanno detto di sentirsi isolati e di essere stressati, demotivati, ansiosi. Oltre un quinto degli studenti ha dichiarato inoltre di rimandare sempre gli impegni e di non sentirsi produttivo. Analizzando dunque le risposte dei giovani studenti, gli studiosi hanno concluso che quasi la metà degli intervistati correva un alto rischio di soffrire di ricadute psicologiche.

Le studentesse più giovani (tra i 18 e i 24 anni di età) che passavano oltre otto ore davanti allo schermo e conoscevano qualcuno che si fosse ammalato di covid sono risultate quelle più a rischio. Stare almeno due ore all’aria aperta aumenterebbe invece il benessere psicologico: «Non c’è dubbio che in questa epoca di distanziamento sociale sia necessario passare un po’ di tempo davanti allo schermo», afferma Lincoln Larson, uno degli autori dello studio. «Tuttavia è importante per gli studenti stare all’aperto ed essere attivi».

all’aria aperta. Anche in Italia, le scuole e le università non devono ignorare le difficoltà e le esigenze dei propri studenti che, seppur meno vulnerabili rispetto ai più anziani dal punto di vista fisico, sono tra i più colpiti dalla pandemia dal punto di vista psicologico. «La salute mentale degli studenti era un problema importante già prima della covid», sottolinea Monica Osburn, direttrice del North Carolina State University Counseling Center, «e la pandemia ha contribuito a esacerbarlo».





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