“Bob Mould è il più grande cantautore americano di sempre. Ha ispirato tanti miei testi”

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Nel 1984 in America, il suono punk più diretto e radicale aveva un nome, quello degli Husker Du la band guidata dalla chitarra furiosa e dai testi pieni di rabbia e critica sociale di Bob Mould. A Minneapolis nel leggendario club First Avenue & 7th Street nasce una scena musicale (di cui fa parte anche Prince, che gira Purple Rain proprio nel club), gli Husker Du definiscono l’evoluzione del punk che prende il nome di hardcore e Bob Mould scrive canzoni per raccontare la vita di chi come ha detto lui stesso: «Vive stretto nella morsa della vita di tutti i giorni».

Fra i tanti quindicenni appassionati di punk che nel 1984 imparano a memoria le 23 canzoni dell’album Zen Arcade degli Husker Du c’è anche Dave Grohl. In un’intervista con Classic Rock, Dave ha detto che avrà sempre un debito di gratitudine verso Bob Mould «Uno dei più grandi cantautori americani di sempre. È un classico, allo stesso livello di uno come Tom Petty, con la differenza che scriveva da una prospettiva differente».

Zen Arcade è anche il primo album doppio nella storia del punk: «Sono cresciuto con il White Album dei Beatles e ho sempre amato la dinamica dell’album doppio» ha detto Dave Grohl, «Quando ho scoperto il punk nei primi anni ’80 le band si distinguevano per la velocità, il suono potente o la distorsione ma gli Husker Du avevano melodie classiche, trasmettevano emozione e ti facevano concentrare sui testi di Bob Mould. Potevo canticchiare una canzone dei Minor Threat, ma potevo cantare una canzone degli Husker Du».

Dopo lo scioglimento degli Husker Du, Bob Mould ha formato la band Sugar, ha vissuto tra New York, Washington, Berlino e San Francisco e ha pubblicato 15 album solisti. L’ultimo è Blue Hearts del 2020, un album politico che parla di razzismo e giustizia sociale, uscito proprio quando nella sua città, Minneapolis, è avvenuto un fatto che ha sconvolto il mondo, la morte dell’afroamericano George Floyd ucciso da un poliziotto.

Dave Grohl ha continuato a seguire Bob Mould per tutta la sua carriera (Mould ha anche partecipato all’album Wasting Light dei Foo Fighters nel brano Dear Rosemary) e a trarre ispirazione dal suo suono e dal suo stile di scrittura: «Mi piace inserire citazioni dei suoi testi qua e là, ce ne sono anche nel nuovo album Medicine at Midnight». Dave Grohl ricorda anche la prima volta che ha visto Bob Mould suonare dal vivo negli anni ‘80: «Ma ero solo un ragazzino che urlava sotto al palco e faceva stage-diving. Dieci anni dopo sono riuscito finalmente ad incontrarlo e gli ho detto: “Vorrei ringraziarti perché ho preso davvero tanto dalla tua musica”. Bob mi ha sorriso e mi ha risposto: “Lo so”». 





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