Diamond Dogs, la storia di una delle copertine più affascinanti, artistiche (e censurate) di David Bowie

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Il 24 maggio 1974 David Bowie dava alle stampe il suo ottavo album in studio Diamond Dogs, un disco difficile, ambizioso, pieno di ispirazione e genialità. Concepito inizialmente come un adattamento del romanzo di George Orwell 1984, in funzione di una rappresentazione sotto forma di musical impedita dagli eredi dell’autore, il disco ebbe un grande successo arrivando in cima alle classifiche anche grazie al singolo Rebel Rebel (tanto duro per l’epoca quanto immediatamente riconoscibile e trainante per il resto della decade del futuro Duca Bianco).

A far discutere però fu la controversa copertina del disco disegnata dall’artista belga Guy Peellaert in cui Bowie veniva rappresentante mezzo uomo e mezzo cane. La parte superiore presentava fattezze umane, mentre quella inferiore aveva fattezze animali, compresi i genitali ibridati di un cane con quelli di un uomo. La copertina subì un’evidente censura e l’immagine dei genitali fu eliminata con l’aerografo perché considerati eccessivi per una copertina di un disco. Tuttavia, nelle edizioni successive fu utilizzata l’immagine originale e oggi sulla copertina sono presenti anche i genitali, così come concepiti dall’artista.

Nel 1974, una raccolta delle opere prodotte da Guy Peellaert tra il 1970 e il 1973 fu pubblicata con il titolo “Rock Dreams”. Questi lavori venivano definiti “falsi ritratti” in quanto erano una combinazione tra il fotomontaggio e la pittura. Mick Jagger era a conoscenza del lavoro di Peellaert e gli commissionò di lavorare sulla copertina del nuovo album dei The Rolling StonesIt’s Only Rock ‘n’ Roll“, previsto per la pubblicazione nell’ottobre 1974. Jagger mostrò a Bowie alcuni dei lavori di Peellaert e gli parlò di come aveva chiesto aiuto all’artista belga. David aveva già pensato di farsi rappresentare mezzo uomo e mezzo cane per la copertina di Diamond Dogs ancor prima di venire a conoscenza del lavoro che Jagger aveva commissionato all’artista. Avendo intuito l’opportunità di un ottimo lavoro, David invitò a colazione Guy Peellaert e lo convinse ad accompagnarlo ad una session dal fotografo Terry O’Neill

Fu solo dopo sessione fotografica che David chiese a Peellaert di realizzare un dipinto seguendo lo stesso stile della sua mostra “Rock Dreams” che sarebbe stato utilizzato per la copertina dell’album Diamond Dogs. Peellaert si sentì in imbarazzo, soprattutto per via del rapporto professionale instaurato con Mick Jagger, con la paura di tradire la sua fiducia se avesse deciso di realizzare l’opera anche per Bowie. Ma trovò la proposta di David molto creativa ed era troppo interessante per essere rifiutata. Accettò di lavorare all’opera sulla base del fatto che non aveva più avuto notizie da Jagger e credeva che il progetto dei The Rolling Stones non si sarebbe realizzato. Tornato a Parigi, Peellaert utilizzò alcune parti delle fotografie scattate da O’Neill per creare l’ormai famosa immagine di David, prendendo spunto dalla sua vasta collezione di immagini per creare un ambiente ‘Freak Show’ ispirato all’intrattenimento popolare dei circhi presenti nei parchi di divertimento come Coney Island.





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