L’ombrellone produce energia e la spiaggia diventa smart grid

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Nascono per fare ombra, ma a breve gli ombrelloni potrebbero diventare fonte di energia. Così, anche le spiagge nel giro di qualche anno si apprestano a diventare delle oasi smart grid. Al centro la tecnologia fotovoltaica in grado di ricevere le radiazioni solari al meglio e magari sfruttare anche il riverbero emanato dalla sabbia.

Fantascienza? No, qualche esperimento è già in atto. Come quello della Carlo Ratti Associati. Nella factory di Torino, sono stati messi a punto prototipi con la supervisione dell’architetto Italo Rota e con spunti tratti da Chuck Hoberman, padre del “transformable design”.

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Il team ha così immaginato un ombrellone tecnologico che, da una parte ripara gli utenti dai raggi Uv, e dall’altra è in grado di catturare questi ultimi e trasformarli in energia.

«Per questo progetto siamo partiti da una domanda: se il modo migliore per raffrescare la nostra estate non fosse altro che usare lo stesso sole che batte sulle nostre spiagge? – commenta Carlo Ratti, fondatore dello studio di progettazione Cra-Carlo Ratti Associati e professore al Massachusetts Institute of Technology -. Ispirandoci alle ricerche e alle tecnologie in uso in ambito aerospaziale, siamo andati a ripensare l’ombrellone delle vacanze, promuovendo un cambio di prospettiva: più forte è il sole, maggiore è il fresco che l’ombrellone sarà in grado di generare».

Il prototipo – cui non è ancora stato dato un nome -, è piaciuto a Sammontana che ovviamente in estate ha molto a che fare con le spiagge. «Il progetto nasce dalla volontà di proporre un concept a basso impatto ambientale potenzialmente applicabile ai lidi balneari italiani – spiega Sibilla Bagnoli, responsabile comunicazione di Sammontana Italia -: da alcuni anni abbiamo focalizzato l’attenzione su questi ambienti speciali che sono in genere ben disposti a sperimentare nuovi modi per accogliere il pubblico, gestire servizi e innovare, con grande rispetto nei confronti dell’ambiente e delle persone».



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