“Quando Frusciante tornò la prima volta gli era rimasta solo una chitarra. Gli regalai una Stratocaster”

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La chimica tra i membri di una band è fondamentale per il groove, e nessuna band conosce questa regola meglio dei Red Hot Chili Peppers. “Quando suoniamo insieme, la musica scorre tra noi in modo naturale” ha detto Flea a proposito dell’intesa tra lui, Anthony Kiedis, Chad Smith e John Frusciante, “Il ritmo e il groove ci hanno rapiti.”

Il risultato sono le diciassette canzoni di Unlimited Love, il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers uscito all’inizio aprile, scelte tra le oltre 40 scritte e registrate dalla band quando si è ritrovata di nuovo in studio con Rick Rubin dopo 16 anni.

L’ultimo album con questa formazione, il doppio Stadium Arcadium è uscito nel 2006. Tre anni dopo John Frusciante ha lasciato la band per la seconda volta, dopo l’addio drammatico del 1992 durante il tour dell’album che li ha lanciati al successo in tutto il mondo, Blood Sugar Sex Magik del 1991. “Ogni volta che ci siamo separati ci siamo ritrovati più umili” ha detto Anthony Kiedis, “Non avevamo più addosso l’arroganza del successo.”

La separazione del 1992 è stata la più difficile: John Frusciante era entrato nella band a soli 19 anni durante le session dell’album Mother’s Milk, ha vissuto l’esplosione della scena indie del 1991 con il primo tour americano insieme a Nirvana, Pearl Jam e Smashing Pumpkins ma non ha retto la pressione del successo sprofondando nelle dipendenze. Durante una celebre apparizione allo show Saturday Night Live, secondo Anthony Kiedis non intona la sua chitarra apposta per rovinare l’esibizione dei Red Hot Chili Peppes e nel maggio 1992 durante il tour in Giappone lascia la band all’improvviso dopo una data a Tokyo. “Eravamo un po’ stupidi in quel momento della nostra vita” ha raccontato Anthony Kiedis durante un’intervista con il dj radiofonico Zane Lowe, “Io volevo fare le cose a modo mio e lui a modo suo. Alla fine è sparito e noi abbiamo trovato il modo di sopravvivere”. Al posto di John Frusciante è arrivato Dave Navarro dei Jane’s Addiction con cui hanno registrato l’album One Hot Minute nel 1995, ma i Red Hot Chili Peppers non hanno mai smesso di aspettare John Frusciante: “E’ arrivato a toccare il fondo” ha detto Anthony Kiedis, “Ma poi abbiamo sentito una voce, come il sospiro di un fantasma che diceva: sono ancora qui. Noi abbiamo detto: ok, facciamolo e così sono arrivati Californication, By the Way e Stadium Arcadium.

Si dice che quando è tornato nel 1999 per le session di Californication (prodotto da Rick Rubin), a Frusciante gli fosse rimasta solo una chitarra, una Fender Jaguar rossa. Anthony Kiedis gli regala subito una Fender Stratocaster Sunburst del 1962. Dopo tre mesi in rehab, Frusciante trova il suo equilibrio (“Ho capito che tutto quello che ha a che fare con l’essere una rockstar è sbagliato e malvagio” dice), me nel 2009 decide di lasciare ancora la band per dedicarsi ad una carriera solista sperimentale pubblicando dischi lo-fi registrati in casa e album di elettronica.

La seconda volta John ha preso una decisione consapevole e olistica” ha detto Anthony Kiedis, “Ha detto: non fa per me. Troppa attenzione, troppi viaggi, troppo caos. Se ne è andato e ha avuto bisogno di dodici anni pieni per processare tutto. Era il modo in cui aveva bisogno di farlo, lentamente.” Dopo due album con Josh Klinghoffer alla chitarra, I’m With You del 2011 e The Getaway del 2016, John Frusciante è tornato ad essere il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, e secondo Anthony Kiedis: “Il suo ritorno è l’evento più monumentale non solo nella storia della band, ma anche nelle nostre vite.”





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